L’acuto di Milano-Cortina: chiusura delle Paralimpiadi all’Arena

La storia come scenario, un palcoscenico unico, molto più affascinante degli stadi utilizzati finora. Non sarà un impianto sportivo a ospitare la cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026. Il Cda ha deciso, all’unanimità, di scegliere un anfiteatro romano come l’Arena di Verona, che nel 2022 tornerà a proporre un cartellone ricchissimo con Aida, Turandot, Nabucco, oltre a Roberto Bolle & Friends. L’evento era inizialmente previsto presso il PalaItalia Santa Giulia a Milano, ma alla fine si è deciso di sfruttare la stessa suggestiva sede che ospiterà qualche settimana prima la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali. Un’ennesima prova dell’asse lombardo-veneto, che unendo forze politiche di diversa estrazione in collaborazione col Coni è riuscito a convincere il Cio a conquistare l’edizione del 2026 nella sessione del giugno 2019 a Losanna. “Tale decisione, in linea con il principio della sostenibilità anche economica” spiega un comunicato di Milano-Cortina, “permetterà una sensibile ottimizzazione delle strutture e un conseguente contenimento dei costi”. A Tokyo, a Rio come a PyeongChang 2018 e nella prossima edizione invernale di Pechino 2022 le cerimonie di chiusura sono state programmate all’interno di stadi.

Olimpiadi 2026, Francesco Totti e Bebe Vio: altri due campioni per Milano-Cortina

24 Giugno 2021

Stesse location per i campioni paralimpici

Un criterio seguito è quello di non creare discriminazione tra atleti olimpici e paralimpici, nemmeno negli impianti di gara o nelle sedi delle cerimonie. Per questo motivo il Cda di Milano-Cortina, presieduto dal presidente Giovanni Malagò, ha modificato il Master Plan delle Paralimpiadi per quanto riguarda le gare di Para Cross Country e di Para Biathlon. Le competizioni, inizialmente previste in Valdidentro, si terranno invece in Val di Fiemme, culla degli sport nordici in Italia, sede di campionati del mondo apprezzata dagli scandinavi e dalle delegazioni che vengono ogni anno in Trentino. Le Olimpiadi 2026 celebreranno sui suoi trampolini di Predazzo le gare di salto con gli sci, e a Tesero le prove di fondo e combinata nordica, prima che gli impianti lascino il posto a biathleti e fondisti delle Paralimpiadi. “Si tratta di un passaggio formale che rafforza il principio di inclusione che sta al centro del messaggio paralimpico e ottimizza ulteriormente alcune voci di spesa” spiega ancora il comunicato.

Lo sci alpinismo in Valtellina

La terza novità è arrivata per la nuova disciplina scelta dall’Italia per il programma olimpico del 2026 (così come a Tokyo sono entrati surf, skateboard, arrampicata e karate). A ospitare le gare di sci alpinismo, che farà il suo debutto a Milano-Cortina, sarà Bormio “valorizzando così ulteriormente il comprensorio dell’Alta Valtellina come scenario sportivo di grande prestigio”. Alle gare di sci alpino sulla mitica pista “Stelvio” si aggiungeranno così le sfide di una disciplina tutta da scoprire, ma pronta a portare, nelle speranze, medaglie per gli azzurri che ne sono ottimi interpreti.

 

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