Un improvvisato Celodurista al comando

Mario Draghi e Luigi di Maio 

Un improvvisato Celodurista al comando

Continuando di questo passo, ci si ritrova a ripercorrere una strada ben nota: si parla ovviamente di pace e si procede, spediti, verso una guerra vera e propria, con il nostro coinvolgimento diretto. Partite le armi e le sanzioni, dietro spinta dell’addormentato Biden, in cerca di rivalutazione mediante un’immagine da falco, avevamo detto “Draghi ci ha trascinati in guerra.” Quello era il primo passo: una guerra indiretta o per procura. Ora sembra che le cose stiano precipitando sempre più e, minaccia dopo minaccia, ritorsione dopo ritorsione, potremmo diventare parte attiva con gli uomini e non solo con l’invio di più armi.

Anzi, visto il livello degli insulti tra gli esperti televisivi di idee contrarie, non ci sarebbe da escludere neanche la complicazione di una guerra civile, con l’intervento sicuro della Nato a favore di chi, secondo Biden, ha attaccato per secondo e, forse forse, anche di Putin, se Zelensky non sarà ancora riuscito a farlo decapitare, come criminale di guerra e secondo l’uso delle guerre nel Donbass, raccontate nel primo tempo del film. Primo tempo che pochi hanno visto.  Se pretendessimo di conoscere i nomi di chi, parlando di pace, in realtà ci sta spingendo verso il baratro, difficilmente troveremmo qualcuno disposto a dire “Sì, io voglio mandare i nostri giovani a morire per la giusta causa di Zelensky!”.

Se si facesse un referendum pro o contro la nostra partecipazione diretta sul campo di battaglia? Per quel po’ che possano valere i sondaggi che ho visto, sia su Affari che su Libero, per non parlare de La Verità e di siti in rete, c’è un plebiscito contro la politica del nostro governo e la strada seguita finora su questa guerra che per fortuna, sentiamo ancora lontana. Chi risponde ai sondaggi condanna le nostre sanzioni autolesioniste e le ritorsioni-vendette contro tutto quello che è russo: musicisti, ballerini, attori, proprietari legittimi di case, semplici cittadini, amici nostri fino a ieri.

Oggi addirittura l’espulsione di 30 diplomatici. Decisione curiosa, anzi, da matti: diplomazia e diplomatici sono indispensabili per favorire lo smussamento delle parti e allora è giusto, è saggio e utile, espellere i diplomatici. Motivo?  L’esperto bibitaio da stadio, tra l’altro improvvisato ministro degli Esteri, ha detto “Per motivi di sicurezza nazionale!” Forse è stata una sua vendetta per la lezione pubblica, subita a livello mondiale, dal collega russo Lavrov. Il quale deve essergli particolarmente antipatico anche per il nome, troppo simile a Lavoro. Reazione russa: pagherete le conseguenze! Sarà contento il Celodurista? Molti nemici, molto onore… .

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