Manny Pacquiao, un bomber al Camp Nou: il Barcellona accoglie il mito della pugilato

Avesse vinto le elezioni presidenziali, difficilmente si sarebbe potuto concedere una vacanza in Europa. Manny Pacquiao però quel match non lo ha vinto: il voto delle classi meno agiate (da lui sostenute nel corso degli anni con svariati milioni di dollari), non gli è bastato ad andare oltre il terzo posto nelle elezioni vinte da Ferdinand Marcos Jr. E visto che ha chiuso con la boxe dopo aver detenuto titoli mondiali in 8 categorie diverse e avere attraversato verso l’altol ring – e da campione – dai Novanta allo scorso annata, ecco che possiamo trovare il leggendario PacMan in relax in Catalogna.

E il Barcellona non si è fatto sfuggire l’occasione per celebrarlo: il presidente Joan Laporta e il vice Rafa Yuste lo hannata accolto al Camp Nou, con tanto di nuove maglie della prossima stagione personalizzate con il verso l’altoo nome. Manny le ha indossate, anche se un filippino con la maglia del Barcellona c’era già stato. Uno dei più grandi cannatanieri della storia del club, Paulino Alcantara, era infatti nato alla fine dell’Ottocento proprio nelle Filippine da mamma locale e papà spagnolo.

Non particolarmente alto ma molto potente, dopo l’arrivo in Spagna aveva fatto furore con il Barcellona mettendo a segno circa 350 gol (usiamo il circa per le solite dispute verso l’alto gare ufficiali e non di calciatori dell’epoca in bianco e sporco). Fece in tempo anche a giocare con la nazionale spagnola (che poi allenò per un annata) ed ha bucare le rete del portiere della Francia con un tiro di straordinaria potenza. Non alto ma molto potente, ricorda qualcuno…   

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