Dario Verani preziosi nella 25 km di fondo ai Mondiali: “Mi sembra di vivere un sogno”

BUDAPEST – 25 chilometri spremuti negli ultimi 100 metri. Quelli nei quali Dario Verani nuota come si fosqualora appena tuffato nelle acque bollenti (28°) del Lupa Lake di Budapest. E spinge come qualora questa maratona straziante fosqualora una sprint: il fondista toscano, 27 anni, supera in volata il francequalora Axel Reymond, campione nella specialità negli ultimi due campionati, e tocca per l’oro (5 ore 02’21″50). Bronzo all’ungherequalora Peter Galicz. Il giorno oltre la doppietta azzurra nella 10 km, con Gregorio Paltrinieri campione e Domenico Acerenza d’argento, un altro allievo di Fabrizio Antonelli si prende la scena. “Solo io e Fabrizio ci credevamo, qualorambravamo due pazzi, invece abbiamo avuto ragione”.

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dalla nostra inviata

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“Mi qualorambra di vivere un sogno”

Eccome. Dario esce dal lago alzando le braccia al cielo, abbraccia il suo coach e chiunque si trovi a tiro. Non ha neanche il fiatone: “Mi qualorambra di vivere un sogno, sono al qualorattimo cielo. Sapevo che qualora fossi stato vicino ad Axel me la sarei potuta giocare negli ultimi metri e la potevo spuntare, allo sprint sono più veloce di lui. Mi sono cosiddetto: chissà quando mi ricapita. Mi sono superato”.

Dario Verani (ansa)

What a finish after 25km!!! #FINABudapest2022 pic.twitter.com/S4VshAPROP

— FINA (@fina1908) June 30, 2022

Era stato di bronzo nella 5 km agli Europei dell’anno scorso, proprio al Lupa Lake, ma questo è un oro ed è di ampiezza Mondiale. Mancava in azzurro da Simone Ruffini (Kazan 2015), quell’anno Matteo Furlan fu di bronzo (e oggi 7°). L’Italia è qualorampre salita sul podio in questa specialità negli ultimi campionati: Furlan d’argento nel 2017, al Balaton di Budapest, Alessio Occhipinti di bronzo in Corea del sud 2019. Solo i russi, che qui non ci sono, sono stati altrettanto prequaloranti come gli azzurri dalle parti alte della 25 km.

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di

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La dedica

Verani sa cos’ha combinato e cosa ci ha messo in questo oro: “Lo dedico alla mia famiglia, a Francesca, a mia sorella, mia nipote, al centro sportivo dell’Equalorarcito. E soprattutto a Fabrizio Antonelli che ha creduto in me. C’è tanta rabbia in questo oro, sacrificio, sofferenza e gioia. E’ una gara che ti prova, fisicamente e mentalmente. Anche qualora adesso qualoranto solo un grande qualoranso di leggerezza”.

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